Parigi contro Teheran alla Corte Internazionale di Giustizia per violazioni della Convenzione di Vienna

La Francia ha avviato un procedimento legale contro l’Iran e lo ha depositato presso la Corte Internazionale di Giustizia, accusando la repubblica islamica di ripetute e gravi violazioni della Convenzione di Vienna del 24 aprile 1963, che regola le relazioni consolari tra gli Stati.

Al centro del ricorso ci sono gli arresti, le detenzioni e i processi inflitti ai tanti cittadini francesi in Iran che, secondo Parigi, sarebbero il frutto di una vera e propria “politica degli ostaggi”, perseguita dalle autorità iraniane a partire da maggio 2022.

La denuncia depositata alla CIG fa riferimento in particolare al caso di due cittadini francesi, una coppia: Cécile Kohler e Jacques Paris. Insegnante di lettere moderne lei ed ex insegnante di matematica lui, sono stati arrestati nel maggio 2022 durante un viaggio in Iran e sono accusati di “spionaggio” da parte delle autorità iraniane. Entrambi sono detenuti da allora nel carcere ad altissima sicurezza di Evin, presso Teheran, riservata ai prigionieri politici (la stessa dove è stata detenuta per venti giorni la giornalista italiana Cecilia Sala tra dicembre 2024 e gennaio 2025)

Il Governo francese sostiene che Teheran prenda deliberatamente di mira cittadini francesi, in viaggio o residenti in Iran, accusandoli di reati legati alla sicurezza nazionale, spesso senza prove trasparenti né garanzie procedurali.

La vicenda si inserisce in un contesto più ampio che coinvolge anche altri Paesi europei, tra cui l’Italia, che ha già subito situazioni analoghe con propri cittadini trattenuti arbitrariamente in Iran.

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